Studio Ardolino · ZES Unica 2026
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Agevolazioni fiscali Marzo 2026 · Aggiornato al 10 febbraio 2026

ZES Unica 2026:
tutto ciò che la tua
impresa deve sapere

La Legge di bilancio 2026 ha prorogato e ampliato il credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno. Una guida operativa con aliquote, scadenze e calcolo del beneficio.

Studio Ardolino
Dott.ssa Brigida Ardolino
Commercialista · Temporary CFO
70%
aliquota max
2,3 mld
budget 2026
2028
proroga fino a

Con la Legge di bilancio 2026 (n. 199/2025) il credito d'imposta ZES Unica torna protagonista per le imprese del Sud — e non solo. Per la prima volta, anche Marche e Umbria entrano nel perimetro agevolativo, seppur limitatamente ad alcuni comuni.

Il meccanismo, introdotto dall'art. 16 del D.L. n. 124/2023 e ora prorogato con i commi 438–443 della Legge di bilancio 2026, consente alle imprese di ottenere un credito d'imposta sugli investimenti in beni strumentali nuovi, da utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24 telematico (codice tributo 7034).

In questo articolo trovi una guida completa e operativa: chi può accedere, quali beni sono agevolabili, le percentuali per dimensione e regione, le scadenze da rispettare e i punti critici su cui fare attenzione.

€ 200k
Investimento minimo
3anni
Proroga 2026–2028
70%
Aliquota massima
(Puglia FTG, piccole imprese)

Chi può accedere e dove

Il credito spetta alle imprese che effettuano nuovi investimenti in strutture produttive situate nelle regioni della ZES Unica. Il perimetro è ampio: l'intero territorio di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise. L'Abruzzo rientra solo nelle zone classificate ai sensi dell'art. 107, lett. c) del TFUE.

La novità più rilevante della Legge di bilancio 2026 riguarda l'ingresso di Marche e Umbria: per queste due regioni, però, l'agevolazione è circoscritta a specifici comuni, elencati nell'allegato al provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026 (prot. n. 3882/2026). È indispensabile verificare preventivamente se il comune in cui ha sede la struttura produttiva rientra nell'elenco.

Attenzione: Marche e UmbriaNon tutto il territorio è ammesso. Prima di procedere con qualsiasi pianificazione di investimento, verificare che il comune specifico sia incluso nell'allegato al provv. prot. n. 3882/2026 disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Quali beni sono agevolabili

Sono ammissibili gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature nuovi destinati all'attività produttiva. Rientrano nell'agevolazione anche terreni e fabbricati strumentali, con un vincolo fondamentale chiarito dalla Risposta AdE n. 183/2025: la quota agevolabile della componente immobiliare non può eccedere la componente non-immobiliare (macchinari, impianti e leasing). In pratica, la base agevolata è pari alla somma della componente non-immobiliare più il minore tra il costo dell'immobile e la stessa componente non-immobiliare. È ammesso anche l'acquisto tramite leasing finanziario, considerando il costo sostenuto dal locatore, al netto delle spese di manutenzione.

Esempio pratico (caso dell'interpello): investimento di € 270.000 in macchinari + € 600.000 per l'immobile. Base agevolabile: € 270.000 (macchinari) + € 270.000 (immobile, pari ai macchinari) = € 540.000 — non € 870.000 come potrebbe erroneamente calcolarsi con il solo riferimento al 50% del totale.

Gli investimenti devono essere realizzati tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028. I beni agevolati devono entrare in funzione entro il secondo periodo d'imposta successivo all'acquisto e devono rimanere nell'area ZES per almeno cinque anni. In caso di dismissione o cessione anticipata scatta il recupero del beneficio.

L'agevolazione non premia il solo acquisto del bene: premia la scelta strategica di investire e radicarsi nel territorio del Mezzogiorno per almeno cinque anni.
Studio Ardolino · Analisi operativa ZES Unica 2026

Le percentuali agevolative

Il credito d'imposta varia in funzione della regione e della dimensione aziendale (piccola, media, grande secondo i parametri UE). Per Marche e Umbria esiste un'ulteriore distinzione legata all'importo: sopra i 50 milioni di euro, l'aliquota si livella al 15% indipendentemente dalla dimensione.

Area geografica Piccola Media Grande
Investimenti fino a € 50 milioni (progetti standard)
Campania, Puglia, Calabria, Sicilia
(art. 107, lett. a) TFUE)
60%50%40%
Basilicata, Sardegna, Molise
(art. 107, lett. a) TFUE)
50%40%30%
Puglia – zone Fondo Transizione Giusta70%60%50%
Sardegna – zone Fondo Transizione Giusta60%50%40%
Abruzzo, Marche, UmbriaNovità 2026
(art. 107, lett. c) TFUE — solo zone specifiche)
35%25%15%
Grandi Progetti di Investimento (GPI) – oltre € 50 milioni
Campania, Puglia, Calabria, Sicilia40%40%40%
Basilicata, Sardegna, Molise30%30%30%
Puglia – zone Fondo Transizione Giusta50%50%50%
Sardegna – zone Fondo Transizione Giusta40%40%40%
Abruzzo, Marche, Umbria15%15%15%

Per i GPI con costi superiori a € 50 mln, le intensità massime per le grandi imprese si calcolano con il metodo dell«importo di aiuto corretto» (art. 2, punto 20, Reg. UE n. 651/2014). La quota agevolabile della componente immobiliare non può superare la componente non-immobiliare (Risposta AdE n. 183/2025).

I settori esclusi

Non tutte le attività possono accedere all'agevolazione. La normativa esclude espressamente alcune categorie, in conformità con la disciplina europea degli aiuti di Stato:

🚫
Settori non ammessiIndustria siderurgica, carbonifera e della lignite · Trasporti (escluso il magazzinaggio) · Produzione, stoccaggio e distribuzione di energia · Banda larga · Settori creditizio, finanziario e assicurativo · Imprese in stato di liquidazione, scioglimento o difficoltà finanziaria (ai sensi dell'art. 2, punto 18, del Reg. UE n. 651/2014)

Le scadenze operative 2026

Il rispetto delle scadenze è condizione necessaria per non perdere il diritto al beneficio. Le date principali per il ciclo 2026 sono quattro, con alcune particolarità legate alla cadenza del calendario.

Comunicazione preventiva
31 mar – 1 giu 2026
Indicazione delle spese ammissibili previste entro il 15 novembre 2026. Il 30 maggio cade di sabato: la scadenza slitta al 1° giugno.
Comunicazione integrativa
3 – 18 gen 2027
Comunicazione degli investimenti effettivamente realizzati. Il 17 gennaio cade di domenica: la scadenza slitta al lunedì 18 gennaio.
Contributo aggiuntivo 2025
15 apr – 15 mag 2026
Per chi ha presentato comunicazione integrativa nel ciclo 2025. Comunicazione telematica per dichiarare il non cumulo. Utilizzo dal 26 maggio al 31 dicembre 2026.
Utilizzo in compensazione
F24 cod. tributo 7034
Esclusivamente tramite F24 telematico. Nessun limite annuale ex Legge 244/2007. Il credito non è cedibile né rimborsabile.

Il contributo aggiuntivo per gli investimenti 2025

Un elemento di novità rilevante riguarda chi ha effettuato investimenti nel 2025: la Legge di bilancio 2026 ha introdotto un contributo aggiuntivo pari al 14,6189% del credito richiesto con la comunicazione integrativa del ciclo precedente. Per accedervi è necessario presentare un'apposita comunicazione telematica tra il 15 aprile e il 15 maggio 2026, dichiarando il non cumulo con altri incentivi specificatamente individuati dalla normativa.

Budget disponibile per anno€ 2,3 miliardi per il 2026 · € 1 miliardo per il 2027 · € 750 milioni per il 2028. Il credito effettivamente spettante sarà rideterminato dall'Agenzia delle Entrate in proporzione alle risorse disponibili e agli importi complessivamente richiesti.

Cosa fare adesso

Se la tua impresa si trova in una delle regioni ammesse e stai pianificando investimenti nel triennio 2026–2028, ci sono tre azioni concrete da intraprendere senza rimandare.

Prima: verifica che la struttura produttiva rientri nel perimetro geografico corretto, con particolare attenzione a Marche, Umbria e zone specifiche dell'Abruzzo. Seconda: classifica correttamente la dimensione aziendale secondo i parametri europei: la differenza tra piccola e media impresa vale fino a dieci punti percentuali di agevolazione. Terza: pianifica la comunicazione preventiva entro il 1° giugno 2026 — senza questa comunicazione non è possibile accedere all'agevolazione per l'anno in corso.

La ZES Unica è uno strumento concreto, non una promessa: le risorse sono stanziate per legge e il meccanismo operativo è consolidato. Il valore reale dell'agevolazione dipende però dalla qualità della pianificazione e dal rispetto puntuale delle scadenze.

Studio Ardolino
A cura di
Dott.ssa Brigida Ardolino

Commercialista esperta in finanza aziendale, programmazione e controllo di gestione. Affianco imprenditori e manager nei momenti chiave: dalla pianificazione strategica all'accesso ai capitali, dalla finanza agevolata alla ristrutturazione. Come Temporary CFO, trasformo i numeri in strumenti concreti di crescita.